Obesità

Obesità

L’obesità è una malattia generata da una condizione d’accumulo eccessivo di grasso nel tessuto adiposo tale da compromettere lo stato di salute.

Sovrappeso e obesità scaturiscono da un insieme di fattori genetici e ambientali, che portano ad assumere giornalmente una quantità di calorie superiore a quelle consumate.

Fattori genetici: nello sviluppo di questa malattia hanno un ruolo sempre più importante. Da alcuni studi è emerso che figli adottivi hanno un peso più simile a quello dei genitori biologici che di quelli adottivi e che due gemelli omozigoti, cresciuti in ambienti differenti, mostrano comunque elevati livelli di correlazione nel peso. Il rischio di obesità nelle famiglie di pazienti obesi è due volte maggiore di quello di un individuo sano.

Fattori ambientali: sebbene esistano, come già detto, delle motivazioni genetiche, queste comunque non spiegano l’incremento di questa patologia negli ultimi decenni. I nostri geni non possono aver subito una trasformazione così rilevante in maniera tanto rapida, dunque è da ritenere responsabile anche l’ambiente che favorisce comportamenti che causano l’obesità.

Fattori comportamentali: le modalità in cui un soggetto assume quotidianamente il cibo e le abitudini alimentari incidono chiaramente sull’insorgenza dell’obesità.

Anche l’attività fisica può influenzare il dispendio energetico e la diversa assimilazione delle sostanze ingerite: evitare comportamenti sedentari rende l’organismo capace di utilizzare i grassi durante la fase di esercizio e bruciarli.

Tra i fattori comportamentali rientrano anche le influenze socio-culturali che incidono fortemente sulla scelta degli alimenti da consumare. Questi fattori comprendono le convenzioni sociali, le tradizioni religiose, il valore attribuito a certi cibi, le influenze familiari e lo stile di vita personale.

Conseguenze e complicanze dell’obesità

Le persone obese sono maggiormente predisposte a diverse malattie: ecco le più comuni e importanti.

Diabete: più elevato è il peso corporeo, più aumenta il rischio di diabete di tipo 2.

Dislipidemia: l’obesità è collegata a tre anomalie lipidiche, cioè l’aumento dei trigliceridi, l’abbassamento del colesterolo HDL (quello “buono”) e l’innalzamento di quello “cattivo” (LDL).

Ipertensione arteriosa: con l’incremento dell’indice di massa corporea, aumentano anche la pressione massima e minima.

Malattie cardiovascolari: il rischio di queste patologie aumenta di due volte nei soggetti sovrappeso e più di tre volte in quelli obesi. Questo significa anche un aumentato rischio di ischemie e ictus.

Tumori: esiste un’incidenza tra l’obesità e alcune forme tumorali, come quello alle ovaie, all’utero, al seno ed a prostata, colon e reni. Pare che il cancro sia una conseguenza di modificazioni ormonali associate ad una dieta troppo ricca di grassi e povera di fibre.

Artrosi: le persone obese rischiano di sviluppare questa malattia a causa del peso eccessivo sulle articolazioni.

Malattie polmonari: le apnee notturne si verificano maggiormente nei soggetti obesi poiché sono connesse alla quantità di grasso localizzato tra addome e collo. Questi disturbi possono generare ipoventilazione ed aumentare il rischio di insufficienza respiratoria e aritmie cardiache.

Non vanno poi sottovalutate le complicazioni psicologiche che l’obesità comporta, come ad esempio la bassa autostima, il disturbo dell’immagine corporea, la discriminazione sociale e la depressione, tutti stati mentali che compromettono le relazioni affettive ed uno stile di vita sereno e normale.

Interventi per curare l’obesità

Oltre ai trattamenti non chirurgici (dieta ed esercizio fisico, terapie farmacologiche), oggi è possibile ricorrere ad interventi specifici per chi soffre di obesità.

Si tratta di operazioni in laparoscopia di diverso genere:

  • interventi restrittivi: per ridurre l’apporto alimentare e inducendo un senso di sazietà precoce (banding gastrico). In genere sono preferibili perché agiscono sugli stili di vita e sulle abitudini alimentari, sono poco invasivi e comportano meno rischi.
  • interventi di origine biliodigestiva: producono un malassorbimento lasciando inalterato l’apporto alimentare (diversione biliopancreatica)
  • intervento misto: operazione restrittivo-derivativa (by-pass gastrico)