Alcol

alcol

Il consumo di alcol accompagna l’uomo da migliaia di anni. A scuola abbiamo imparato che gli antichi Romani erano soliti bere vino rosso, il nettare degli dei. Ma tale abitudine ha origini ben più antiche, infatti le rappresentazioni nelle piramidi lasciano intendere che anche gli Egizi ne facessero largo uso.

Ma cos’è l’alcol? Si tratta del nome comune dato all’etanolo, un composto organico che a temperatura ambiente si presenta come un liquido incolore e dall’odore pungente. È tendenzialmente volatile ed estremamente infiammabile.

Si forma attraverso la fermentazione degli zuccheri presenti nel succo d’uva, succo di mele, barbabietole, patate, prugne, etc. Nella preparazione del vino, ad esempio, il mosto viene lasciato in un serbatoio a riposare. I lieviti prodotti si nutrono degli zuccheri contenuti nel succo e lo trasformano in alcol etilico.

Con gradazione alcolica s’indica il volume di alcool etilico, espresso in millimetri, contenuto in un decilitro di una determinata bevanda. Vengono definite alcoliche tutte quelle bevande che hanno un gradazione alcolica superiore a 1,5%, mentre i prodotti con una gradazione superiore al 22% sono classificati come superalcolici.

Tipologie di bevande alcoliche

In commercio troviamo diverse tipologia di alcolici. Il più comune è sicuramente il vino che ha una gradazione alcolica compresa tra il 5,5% e il 20%, ma generalmente si attesta intorno al 12,5% – 14%.

Poi c’è la birra, ottenuta dalla fermentazione di mosto a base di malto d’orzo e aromatizzata con luppolo. La sua gradazione alcolica va dal 4% fino al 6%, anche se possiamo trovare delle birre con una gradazione decisamente superiore.

Infine ci sono i cosiddetti superalcolici, ottenuti dalla fermentazione di diversi cereali come ad esempio il whisky, dalle bucce d’uva come la grappa o dalle patate come la vodka. La gradazione dei superalcolici va dal 22% fino al 70%.

Metabolismo dell’alcol

L’alcol fa male? C’è una soglia al di sotto della quale si può bere senza nessuna ripercussione sulla salute? La risposta è affermativa per entrambe le domande.

L’alcol etilico è una sostanza tossica per le nostre cellule, in grado di oltrepassare facilmente le membrane cellulari, la barriera ematoencefalica e la placenta. Una volta ingerito, viene assorbito rapidamente dai tessuti.

Agisce deprimendo il sistema nervoso centrale diminuendo le attività dei neuroni, aumenta la fluidità delle membrane neuronali e modifica il funzionamento di diversi neurotrasmettitori.

Tralasciando per un attimo gli effetti di un abuso prolungato, andiamo ad analizzare come l’organismo si difende da questa sostanza tossica. Abbiamo a disposizione tre vie metaboliche per neutralizzare l’etanolo.

La prima si trova nel reticolo endoplasmatico ed ha un nome complicatissimo, microsomal ethanol oxidizing system, abbreviato in MEOS. Si tratta di enzimi del citocromo P450 che ossidano etanolo ad acetaldeide.

In seconda battuta c’è l’arma più efficace denominata alcol deidrogenasi, un enzima che trasforma l’alcol in acetaldeide, la quale viene a sua volta convertita in acetato, un anione organico facilmente utilizzabile dalle cellule.

Infine abbiamo il catalasi, un altro enzima con un importanza minore, ma che comunque può dare una mano alla detossicazione.

Grazie a questo sistema di difesa, attivo soprattutto nel fegato, il nostro organismo è in grado di tollerare una certa quantità di alcol senza nessun tipo di problema. Tale quantitativo è pari a 12 grammi di etanolo per una donna adulta in buona salute (ovviamente non in gravidanza) e 24 grammi per un uomo. Le donne devono bere di meno perché hanno una percentuale maggiore di grasso corporeo e una quantità minore di acqua in cui diluire l’alcol, inoltre dispongono di meno alcol deidrogenasi.

Dosi superiori non sono supportate dal fegato, il quale manda in circolo l’alcol in eccesso, in attesa che arrivi il suo turno di detossicazione. Nel frattempo l’organismo ne elimina piccole quantità attraverso la respirazione e le urine.

Effetti e danni dell’acol

effetti dell'alcol

Una volta in circolo, l’alcool attraversa facilmente la barriera ematoencefalica e si cominciano a verificare i primi effetti. Ci si sente più leggeri e rilassati, più propensi al dialogo e alla socialità.

Aumentando il dosaggio, la sensazione di leggerezza si trasforma in euforia, ci si lascia andare ulteriore, diventando sempre più loquaci e socievoli.

Se si continua a bere, i freni inibitori vengono completamente lasciati andare, si fa fatica ad esprime concetti, la parlata diventa strascicata e le percezioni sensoriali alterate. Si entra nella condizione di ubriachezza caratterizzata da un’evidente confusione mentale e sbalzi di umore.

Possono sopraggiungere vomito e/o la perdita dei sensi, due meccanismi di difesa attivati dall’organismo per impedirci di continuare a bere. Nei casi più gravi, si può arrivare al coma o alla morte per arresto cardiaco o respiratorio.

Ma i danni più gravi si vedono nel lungo periodo. L’abuso prolungato di alcol comporta una serie di patologie, le più importanti a carico del fegato. Già da pochi giorni, depositi di grasso si accumulano nel fegato, una condizione denominata steatosi epatica. Si tratta di una condizione reversibile, a condizione che si interrompa il consumo di alcol per liberare il fegato dal lavoro straordinario, dandogli modo di tornare di occuparsi della gestione dei lipidi.

Continuando a bere, la situazione non farà altro che peggiorare, fino ad arrivare alla morte e cicatrizzazione delle cellule del fegato, la cirrosi epatica. Questa gravissima malattia è la seconda causa di morte dovuta al consumo di alcol. Possiamo facilmente intuire quale sia la prima: gli incidenti stradali.

Alcolismo – Abuso di alcol

alcolismo

L’abuso di alcol porta a gravi conseguenze per l’organismo. Va benissimo bere un bicchiere di vino rosso a tavola (anche se i benefici di questa abitudine sono altamente sopravvalutati) o una birra in compagnia degli amici.

I problemi sopraggiungono quando si beve troppo, soprattutto in situazioni a rischio. L’alcol è una sostanza psicoattiva che alleggerisce i pensieri e può essere scambiato come una soluzione a problemi psicologici. Bere provoca dipendenza e soprattutto in un periodo di depressione si può arrivare alla condizione di alcolismo.

Bere da soli a casa è una strada pericolosa, non bisogna trascurare questi segnali. Appena ci si rende conto di essere in pericolo bisogna immediatamente chiedere aiuto.

Bere con moderazione

Ripetiamo che in questo articolo non si vuole assolutamente demonizzare l’alcol, tanto che abbiamo suggerito la dose ideale per non subire alcuna conseguenza. I 12 grammi di etanolo di cui parlavamo, corrispondono ad una lattina di birra da 330 ml, un bicchiere di vino rosso da 125ml o ad un bicchierino da 40 ml di superalcolico.

Questi valori si riferiscono, rispettivamente, ad una birra con una gradazione alcolica del 4,5%, un vino rosso con il 12,5% di alcool, mentre per il superalcolico abbiamo considerato una gradazione del 37,5%.

Se volete fare il calcolo dei grammi di alcol che state per assumere, dovete moltiplicare il volume dell’alcool per la densità dell’etanolo, pari a 0,8 per ml. La formula di esempio si riferisce ad un bicchiere di vino rosso da 125 ml con una gradazione alcolica del 14%

125ml * 0.14 * 0.8 = 14 gr di alcol

Ottenuta questa cifra possiamo anche calcolare le calorie assunte attraverso l’alcol. Sapendo che l’etanolo fornisce 7 calorie per grammo, il nostro bicchiere di vino conterrà 84 Kcal. In questo calcolo, però, abbiamo considerato solo le calorie apportate dall’alcol, non considerando gli zuccheri.