Carne cruda: Quali rischi si corrono?

Carne cruda sul tagliere

Mangiare un carpaccio o una tartare, per quanto possano essere gustosi, comporta dei rischi che si possono tramutare in problematiche per l’organismo, alcune delle quali anche molto gravi.

La conseguenza più probabile che può derivare dal consumo di carne cruda è la tenia, meglio conosciuta come verme solitario. La tenia è un parassita degli animali e dell’essere umano caratterizzato da un ciclo vitale che differisce da specie a specie.

Il parassita è presente soprattutto nella carne di suino, sotto forma di uovo che una volta schiuso permette al verme di insidiarsi nell’intestino del suo ospite. Il contagio può avvenire anche direttamente con le larve, presenti nei muscoli degli animali contaminati.

Il verme solitario crea diversi problemi nell’ospite: in primo luogo si avverte quella sensazione di continua fame che non si placa mai, anche se si mangia una quantità elevata di cibo. Questo è dovuto al fatto che le tenie assimilano tutte le sostanze nutritive che vengono ingerite, privando l’ospite di proteine e zuccheri.

Oltre alla fame insaziabile, i sintomi più ricorrenti sono:

  • debolezza
  • stanchezza
  • nausea
  • crampi nella zona dell’addome

La cura per il verme solitario può prevedere l’utilizzo di farmaci antiparassitari come:

  • niclosamide, un farmaco che uccide direttamente il parassita
  • mebendazolo che blocca l’assorbimento di glucosio
  • praziquantel che funziona allo stesso modo della niclosamide, ma non è commercializzato in Italia

Se il trattamento farmacologico non sortisce gli effetti desiderati si ricorre ad un piccolo intervento chirurgico per la rimozione della tenia.

Altri parassiti che si nascondono nella carne cruda

Un altro rischio derivato dal consumo della carne cruda è la proliferazione, all’interno dell’intestino, di batteri conosciuti col nome di Trichinella Spiralis.

Si tratta di piccole larve che iniziano a muoversi nell’intestino e che intaccato sia la mucosa che la muscolatura dell’organo, con una sintomatologia molto simile a quella del verme solitario.

Col passare del tempo le conseguenze della presenza di queste larve si tramutano in complicazioni gravi, quali emorragie interne dovute al continuo danneggiamento dell’intestino e una costante sensazione di malessere.

Per evitare queste gravi complicazioni, vengono proposti dei percorsi a base di chemioterapie specifiche per la rimozione completa delle larve, che permetto inoltre una rigenerazione dei tessuti muscolari.

Listerina

Il rischio di Listerina, invece, è da confinare ad una categoria di pazienti rappresentata da persone anziane e da coloro che hanno un sistema immunitario abbastanza debole. Come nei casi precedenti, questa patologia può derivare dall’assunzione di carne cruda, specie quella di volatili come il pollame.

In questa condizione si possono riscontrare sintomi come:

  • gravi disturbi allo stomaco
  • emicrania
  • senso di capogiro costante
  • crisi epilettiche, visto che questi batteri non si limitano a danneggiare la zona dello stomaco

Salmonella

Inoltre, con la carne cruda o poco cotta, si rischia anche di contrarre la salmonellosi, un’infezione causata dal batterio della salmonella. In questo caso i disturbi e le conseguenze negative derivanti sono:

  • diarrea
  • vomito
  • febbre
  • crampi addominali
  • emicrania

L’intossicazione, di solito, si risolve in 4-7 giorni senza l’ausilio di alcuna terapia. In alcuni casi, il medico curante potrebbe prescrivere dei farmaci per abbassare la febbre come il paracetamolo, nel caso il paziente presenti qualche situazioni particolare nel sistema immunitario. È importante assumere una quantità abbondante di liquidi, dispersi con la dissenteria.

I rischi maggiori si presentano in estate, quando i cibi lasciati per lungo a temperatura ambiente si deteriorano a causa del gran caldo.

Carne cruda si o no?

Alla luce di quanto esposto, possiamo concludere che mangiare carne cruda comporta rischi infettivi più o meno gravi che non devono essere assolutamente sottovalutati. Se proprio non si può fare a meno della tartare, le linee guida suggeriscono di tenere la carne in frigorifero fino a pochi minuti prima del suo consumo.

È buona regola anche evitare la contaminazione con i cibi cotti, utilizzando piatti, posate e taglieri appositi per questo tipo di alimento.