Carnitina

carnitina

Tecnicamente, la carnitina non è un aminoacido, ma trattasi di un dipeptide composto dagli amminoacidi essenziali lisina e metionina. Pertanto, è spesso classificato come un aminoacido essenziale.

La carnitina svolge un ruolo importante nel metabolismo energetico delle cellule animali e vegetali, migliora l’apporto energetico delle cellule cerebrali e aiuta a ridurre i livelli di stress, sia fisico che mentale.

Inoltre, il trasferimento di grasso al metabolismo è una delle altre funzioni importanti della carnitina. Grazie a questa sua caratteristica, l’aminoacido in questione è spesso presente nella categoria degli integratori brucia grassi. Cerchiamo di capire come funziona l’attività termogenica della carnitina. Gli acidi grassi sono trasportati nelle cellule dove vengono bruciati per liberare energia. La loro completa degradazione avviene nei mitocondri, le centrali elettriche delle cellule.

Tuttavia, le molecole degli acidi grassi a catena lunga possono passare attraverso la membrana mitocondriale interna, solo tramite l’esterificazione con la carnitina.

Per questo motivo, l’integrazione di carnitina nella dieta, assieme ad una regolare attività fisica, può portare ad una maggiore combustione dei grassi, rilevandosi utile a tutti coloro che desiderano perdere peso.

Proprietà e benefici

Effetto dimagrante: Come abbiamo visto, la carnitina svolge un ruolo di vettore (trasporto e successiva combustione) dei grassi nei mitocondri. Tuttavia è essenziale un’attività fisica d’intensità e durata adeguate per la mobilitazione dei lipidi, altrimenti la carnitina non svolge alcuna funzione d’interesse. Fondamentalmente, l’obiettivo è un’attività che abbia una richiesta sufficientemente alta di energia per il metabolismo, stimolando la mobilizzazione degli acidi grassi dal tessuto adiposo, in modo che possano essere utilizzati come fonte di energia.

La carnitina può essere di grande aiuto per promuovere il consumo di grassi, ogni volta che si svolge un attività fisica con intensità moderata e con una durata di almeno 40 minuti. Quindi andare a fare una passeggiata non sarà l’opzione più auspicabile per sperare nell’intervento “miracoloso” della carnitina.

Effetti positivi sull’apparato circolatorio: La carnitina svolge un ruolo importante nella prevenzione delle malattie cardiache o nel recupero da eventi traumatici che abbiano colpito il sistema cardiovascolare, come l’infarto.

Infatti, l’aminoacido contribuisce all’abbassamento del colesterolo LDL e dei trigliceridi nel sangue, riducendo il rischio della formazione di depositi nei vasi sanguigni. Inoltre promuove un miglioramento dell’ossigenazione delle cellule.

La carnitina protegge dai radicali liberi, impedendo lo stress ossidativo dei tessuti. Riduce il rischio di malattie al cuore, al sistema circolatorio, reni e occhi. I diabetici sono particolarmente soggetti a tali patologie, avendo un alto livello di zucchero nel sangue che logora i vasi sanguigni.

Proprietà sul sistema nervoso: Attraverso l’interazione con l’acetilcolina, la carnitina svolge un effetto benefico sull’intero sistema nervoso.

Carnitina e sport

Visto che la carnitina facilita il passaggio dei lipidi a catena lunga all’interno dei mitocondri e considerando che la termogenesi dei lipidi produce energia, si è pensato a lungo che l’integrazione di carnitina potesse in qualche modo aumentare le prestazioni in ambito sportivo.

In ogni modo, le ricerche condotte fino ad oggi, sono concordi nel ritenere che non c’è alcun legame con l’integrazione di carnitina e l’aumento delle performances durante l’allenamento. Una parte della ricerca scientifica, tuttavia, sostiene che con una somministrazione di 10 grammi di carnitina al giorno, per un periodo di 20 giorni, si avrebbe una diminuzione della frequenza cardiaca e un miglioramento delle funzioni nel ventricolo sinistro.

Uno studio pubblicato nel 2011 sul giornale “The Journal of Physiology” ha dimostrato che integrazione di carnitina consente al corpo di risparmiare glicogeno, utilizzando più grasso, ritardandone l’esaurimento. Tuttavia la ricerca ha stabilito che questo effetto si verificava solo nel caso di esercizi molto intensi 1.

Ricerche sulla Carnitina

Uno studio del 2007 ha dimostrato come la L-carnitina, somministrata come integratore, migliori la sensibilità all’insulina nel trattamento del diabete 2.

Molti studi hanno dimostrato che la supplementazione di L-carnitina può aiutare la funzione cardiaca nei soggetti in cui è stata diagnostica una malattia al cuore. Tuttavia, è importante ricordare che in questi studi è stata utilizzata la carnitina in combinazione con i farmaci già prescritti, non in sostituzione ad essi. I ricercatori ritengono che l’integrazione di carnitina possa aiutare le persone soggette ad infarto miocardico, insufficienza cardiaca, angina pectoris e altre malattie che derivano da un insufficiente apporto di sangue al cuore (ischemia) 3.

Altre ricerche indicano la carnitina come un aiuto per ridurre i trigliceridi nel sangue e il colesterolo LDL, mentre aumenta l’HDL (il colesterolo buono).

L’acetil-l-carnitina (ALCAR o levacecarnina) ha dimostrato di alleviare i sintomi della malattia di Alzheimer, la depressione e la sindrome da affaticamento cronico (CFS), una patologia caratterizzata sia da un’estrema stanchezza che dalla depressione. I ricercatori pensano che la carnitina possa contribuire a trattare questi disturbi stimolando la produzione di energia cellulare, migliorando la funzione generale del cervello 4

L’ALCAR è necessaria per produrre acetilcolina, un neurotrasmettitore che aiuta la funzione del cervello, in particolare nei processi che interessano la memoria e l’apprendimento 5

Poiché i livelli di levacecarnina diminuiscono con l’età, è stato teorizzato che l’assunzione d’integratori possa contribuire a rallentare il progresso del morbo di Alzheimer e la demenza negli anziani, migliorandone la memoria e le capacità cognitive. L’integrazione di acetil-l-carnitina si è dimostrata più efficace se combinata con fosfatidilserina.

Sono in corso anche delle ricerche che indicano come la carnitina possa rendere lo sperma più vitale è attivo. La carnitina è fortemente concentrata nell’epididimo, una parte dell’apparato genitale maschile in cui gli spermatozoi sono prodotti e immagazzinati. I partecipanti a questi studi hanno preso 3 grammi di carnitina ogni giorno e si è osservato un significativo miglioramento della mobilità degli spermatozoi. La ricerca suggerisce come l’integrazione di carnitina possa essere un efficace trattamento per alcuni casi di infertilità maschile 6.

Alimenti che contengono carnitina

La carnitina ha questo nome perché è stato scoperta per la prima nella carne, dove ne abbiamo la più alta concentrazione. Pollame, pesce e latticini sono altre fonti ricche di L-carnitina.

Visto che l’aminoacido viene sintetizzato a partire da 2 aminoacidi essenziali, contenuti principalmente nei prodotti animali, chi segue una dieta vegana presumibilmente manifesterà dei livelli molto bassi di carnitina.

Anche i vegetariani potrebbe essere necessaria un’integrazione con polveri e compressa, visto che la presenza di carnitina in frutta, verdure e cereali è relativamente poca.

Integrazione e dosaggio

Secondo alcuni, la combinazione di L-carnitina e carboidrati può migliorare i risultati dell’allenamento di circa 11%. L’ideale quindi, sarebbe assumere integratori di carnitina assieme a una quantità ragionevole di carboidrati ad azione rapida, come ad esempio il destrosio o maltodestrine.

Per quanto riguarda il dosaggio, la dose raccomandata è compresa tra i 2 e i 4 grammi di carnitina al giorno.

A questo punto è importante sottolineare che ci sono due forme di carnitina, L-carnitina e D-carnitina e che solamente la forma L è biologicamente attiva. Molte aziende che attualmente commercializzano integratori di carnitina non sono del tutto affidabili, perché il processo d’isolamento di L-carnitina è molto costoso. Per questo motivo, possiamo trovare sul mercato integratori che, senza riferimenti sull’etichetta, possono contenere una miscela di forma L e forma D, fattore che influenza ovviamente il prezzo finale ma anche i risultati e la salute.

Effetti collaterali

Il sovradosaggio di carnitina potrebbe portare alla comparsa di sintomi collaterali soprattutto a livello gastrointestinale, come nausea, crampi addominali, diarrea e vomito.

In alcune categorie a rischio, l’integrazione di carnitina potrebbe portare ad un aumento della frequenza cardiaca e all’aggravarsi di patologie correlate al sistema nervoso, quali senso di agitazione e disturbi del comportamento.

L’assunzione di carnitina è sconsigliata nei pazienti che soffrono di epilessia perché potrebbe manifestarsi stati convulsivi.

Per quanto riguarda le donne in gravidanza, la carnitina rientra nella classe B, vale a dire farmaci e prodotti per i quali non stati compiuti studi approfonditi sugli effetti per le donne in stato interessante.