Dieta del gruppo sanguigno

La dieta del gruppo sanguigno

Ci sono casi in cui, tutte le volte che s’inizia una dieta, non si riesce a portarla a termine, oppure, anche con tutta la buona volontà del mondo, non si raggiungono i risultati sperati.

Per non parlare poi di quando una dieta ci impone degli alimenti che proprio non tolleriamo. E anche lì, vi siete mai chiesti perché ad alcuni di noi proprio non piace la verdura, mentre altri vivono benissimo senza mangiare la carne?

I nutrizionisti parlano di “educazione alimentare”, ma un naturopata americano, il Dottor Peter D’Adamo, ha avanzato una teoria decisamente avvincente, che si è tradotta nella dieta del gruppo sanguigno.

Come tutti sappiamo, esistono quattro gruppi sanguigni fondamentali, che diventano otto considerando il fattore RH. Basandosi semplicemente sui gruppi sanguigni, troviamo il gruppo A, B, AB e 0. Tra di essi esistono regole abbastanza complicate, ma inflessibili, sulla compatibilità.

È infatti cosa nota che un gruppo sanguigno non possa ricevere sangue donato da un gruppo qualsiasi. Il gruppo 0 ad esempio può donare il sangue a tutti gli altri gruppi, ed è detto per questo “donatore universale”, tuttavia può ricevere sangue solo dallo stesso gruppo. Viceversa, il gruppo AB è detto “ricevente universale”, perché può ricevere sangue da qualsiasi altro gruppo, ma può donarlo solo al gruppo AB. Gli altri gruppi seguono regole ancora diverse, il gruppo A riceve solo da A e da 0, ma può donare ad A e AB. Il gruppo B riceve solo da B e da 0, ma può donare solo a B e AB.

Contravvenire a queste regole crea seri problemi di salute, che possono portare anche alla morte, perché gli anticorpi del ricevente riconoscono il sangue del donatore come un nemico e lo aggrediscono, uccidendo i globuli rossi e formando dei grumi che vanno ad ostruire i vasi sanguigni, bloccando l’afflusso dell’ossigeno ai tessuti. È il fenomeno dell’agglutinamento e spesso lo si riconosce troppo tardi per salvare la vita al paziente.

Tornando alla teoria del Dottor D’Adamo, pare che i suoi studi abbiano accertato la presenza all’interno degli alimenti di alcune sostanze, dette lectine, che altro non sono che particolari proteine. Il tipo di lectina è determinato dall’alimento in cui si trova, e sembra che i vari tipi di lectine siano più o meno tollerate dai vari gruppi sanguigni.

La teoria dell’influenza del gruppo sanguigno sulla dieta dimagrante si basa proprio sul fatto che, se le proteine di un alimento sono mal tollerate dall’individuo, l’alimento in questione, non solo non aiuta a dimagrire, ma può anche causare disagi fisici. Ampliando il ragionamento, il Dottor D’Adamo è giunto alla conclusione che per la stessa ragione, uno sport può essere più o meno efficace a seconda del gruppo sanguigno di chi lo pratica.

Da cosa si determina la tolleranza di un gruppo sanguigno? Semplice, dalla sua storia.

Le origini – Il gruppo sanguigno 0

Andiamo con ordine, circa 50.000 anni fa, compaiono sulla terra i primi esponenti della specie umana. Assieme a loro, nasce il gruppo sanguigno 0, ad oggi considerato universalmente il più antico. Era l’epoca in cui l’uomo era principalmente un cacciatore nomade, non conosceva ne allevamento ne agricoltura, e si nutriva principalmente di carne.

Tale alimentazione ha influenzato il gruppo sanguigno, infatti secondo le statistiche, i soggetti del gruppo 0 amano cibarsi di carne e spesso non sopportano la verdura, perché il loro stomaco predilige le proteine di tipo animale. Per la stessa ragione, un consumo eccessivo di pasta, pane e farinacei ne favorisce l’aumento di peso. Sembra infatti che la celiachia (intolleranza al glutine) sia diffusa in particolare tra gli esponenti del gruppo 0, perché al momento della nascita di questo gruppo, le farine non esistevano, e l’uso dei cereali era limitato a quelli selvatici.

Il lievito è un altro alimento mal tollerato dal gruppo 0, la sua assunzione provoca gonfiore, pesantezza, aumento del peso e ipertensione. Per quello che riguarda la verdura, il gruppo 0 predilige quella che si può trovare allo stato selvatico, come cavoli, verze, broccoli, spinaci, cicoria, cipolla, aglio, prezzemolo. Questa tolleranza è legata al fatto che, oltre che cacciatori, i primi uomini erano raccoglitori, ma non coltivatori, pertanto la verdura che consumavano era quella che si trovava spontaneamente in natura.

Per questa ragione, tutti gli alimenti storicamente “introdotti” con le colonizzazioni, le verdure non autoctone e i legumi sono in genere mal tollerati. Tra questi troviamo il mais, le patate, i pomodori, i cavoli bianchi e rossi, i legumi (introdotti con l’agricoltura), il caffè, i liquori e il tè.

Anche il latte e i latticini sono da assumere con attenzione, in quanto sono alimenti introdotti con l’allevamento, e infatti tra gli esponenti del gruppo 0 è frequente l’intolleranza al lattosio. Alimenti ideali per il gruppo 0 sono tutte le carni rosse tranne il maiale (che è una specie nata più tardi, con l’allevamento), la selvaggina, il pesce e la frutta di ogni tipo, purché autoctona.

I soggetti 0 beneficiano di diete iperproteiche, non risentono eccessivamente della mancanza dei farinacei e tendono a perdere peso velocemente, in quanto tendenzialmente hanno uno sviluppo maggiore della “massa magra” rispetto alla “massa grassa”. Poiché i primi uomini erano soggetti a sforzi fisici notevoli, ideali per i soggetti 0 sono gli sport di resistenza, come l’atletica, i pesi, il nuoto e la corsa.

Dieta gruppo sanguigno A

Spostandoci di 25.000 anni circa, arriviamo all’epoca in cui, tra il 25.000 e il 15.000 A.C., gli uomini scoprono che piantando i semi di una certa specie vegetale, si può coltivare la verdura senza doverla cercare continuamente in giro. Nello stesso momento, si scopre che catturare i cuccioli degli animali e allevarli è molto meglio che girare sempre con la lancia in pugno. Nascono i primi agricoltori-allevatori, nello stesso periodo, nasce il gruppo sanguigno A.

Gli esponenti di questo gruppo beneficiano di una dieta prevalentemente vegetariana, spesso non amano particolarmente la carne e si sentono meglio se non la mangiano troppo spesso. Questo perché, ovviamente, i primi allevatori dovevano selezionare con attenzione i capi da abbattere per non sterminare le mandrie, e dovevano quindi consumare la carne con parsimonia. Il gruppo A ama la frutta e la verdura, gli infusi, le tisane e le spremute. Inizia a preferire le verdure da agricoltura rispetto a quelle spontanee, e può assumere senza problemi cereali e legumi. Tollera bene i latticini, ma senza esagerare, e il pesce. La carne rossa spesso gli provoca gonfiore, pesantezza e ipertensione, con un innalzamento repentino ed eccessivo del tasso di colesterolo. Per questo motivo, tra i soggetti A è diffusa la predisposizione all’infarto e alla trombosi.

Poiché l’agricoltore fatica meno del cacciatore, ideali per i soggetti A sono gli sport di concentrazione, come yoga, golf e arti marziali.

Dieta gruppo sanguigno B

Ancora un cambiamento d’epoca e arriviamo a 10.000 anni fa, quando nasce il gruppo B.

Questo era il gruppo dei pastori nomadi, dediti alla pastorizia ma non all’agricoltura. Si sviluppa prevalentemente verso nord-est, e in Europa è tuttora poco diffuso. È il gruppo più comune in Mongolia, Cina, India e Giappone, e arrivò in Europa in seguito alle invasioni barbariche.

Gli esponenti del gruppo B beneficiano di un alimentazione ricca di latticini, di un buon consumo di carne e pesce (i pastori nomadi erano anche cacciatori), e anche di un buon apporto di verdure, purché siano verdure reperibili in forma spontanea. Non amano le verdure coltivate o di importazione, ma grazie alle origini orientali beneficiano del consumo di tè sia verde che nero. Il gruppo B tollera male un alimentazione ricca di farinacei, di cereali e di amidi, con un conseguente aumento di peso. Da evitare la frutta troppo zuccherina, poco diffusa nella zona d’origine.

Poiché i nomadi erano sottoposti a sforzi continui, in quanto si spostavano quasi esclusivamente a piedi, per il gruppo B sono ideali sport a sforzo prolungato ma costante, come il tennis, la marcia e lo stretching. Il gruppo B è portato anche per l’equitazione, perché ha un fisico dotato di buon equilibrio.

Mescolanze dei popoli – Nasce il gruppo AB

Arriviamo a 1.500 anni fa circa e abbiamo la nascita del gruppo AB, con la mescolanza dei soggetti di gruppo A (popolazioni europee) e i soggetti di gruppo B (barbari, mongoli, ecc..). Questo gruppo dovrebbe tollerare male gli alimenti nocivi al gruppo A e B, quindi i farinacei da una parte e un eccessivo consumo di carne dall’altra.

In realtà, recenti studi hanno stabilito che è un gruppo estremamente equilibrato, che in realtà può mangiare di tutto grazie all’origine “mista”, ma che deve evitare gli eccessi. Per lo stesso motivo è un gruppo poco predisposto agli sport continuativi, ma ha una discreta resistenza agli sforzi improvvisi.

Sempre per merito delle sue origini, è il gruppo più tollerante verso i cibi “di importazione”, e verso le cucine di altri paesi. Questa speciale tolleranza alimentare nasce dal fatto che il gruppo AB è completamente privo di anticorpi specifici, e tollera quindi le lectine di quasi tutti gli alimenti, esattamente come tollera il sangue di tutti gli altri gruppi.

Cosa dice la scienza a riguardo?

Ovviamente la scienza si è già pronunciata in merito a questa teoria, non sempre con pareri favorevoli. Sono in molti infatti i nutrizionisti che ritengono questa dieta sbilanciata, soprattutto nel caso del gruppo 0 e del gruppo A. Nel primo caso infatti si crea un deficit di carboidrati e fibre, mentre nel secondo una carenza di calcio, proteine e vitamina B12. Leggermente più accettate sono le diete degli altri due gruppi.

I nutrizionisti strizzano inoltre l’occhio alla genetica, sostenendo che anche qualora si volesse dar credito a queste teorie, si deve considerare l’ascendenza genetica delle persone. Ad esempio, un gruppo 0 figlio di padre 0 e di madre A potrebbe aver ereditato parte delle caratteristiche dell’altro gruppo, e quindi non poter essere considerato uno 0 “puro”.

C’è tuttavia da considerare anche il fattore statistico, che indubbiamente conferma seppure in piccola parte le teorie del dottor D’Adamo. Troviamo in effetti un surplus di “carnivori” tra gli esponenti del gruppo 0, così come si nota che tra i cultori della filosofia vegetariana e vegana vi siano molti soggetti di gruppo A.

Una coincidenza? Non è detto. Forse strutturare una dieta buttando un occhio alla storia e uno alla geografia non sarà molto ortodosso, ma può essere comunque una strada per tentare di porre fine alla lotta con i kg di troppo.

Qualora si decidesse di tentarla però, si consiglia ovviamente un consulto con il medico curante e una scrupolosa attenzione rivolta alle reazioni del nostro organismo, che saprà indicarci meglio di chiunque altro se questa è veramente la dieta che fa per noi.