Integratori di arginina

integratori di arginina

In ambito sportivo, soprattutto nelle palestre dove si pratica bodybuilding, l’arginina è molto apprezzata ed utilizzata dagli atleti.

I motivi di questo successo vanno ricercati soprattutto nella proprietà di questo amminoacido di favorire la sintesi dell’ossido nitrico, una sostanza gassosa che rilassa ed espande i vasi sanguigni, favorendo un maggior afflusso di sangue, garantendo ai muscoli la dose necessaria di ossigeno e nutrienti, per intensificare l’allenamento sportivo. Le molecole di ossido nitrico si generano quando l’enzima ossido nitrico sintetasi, presente nelle cellule nervose e muscolari, prende un atomo di azoto dalle molecole di arginina, combinandolo con un atomo di ossigeno.

Da prendere in considerazione anche l’aspetto estetico dei vasi sanguigni, molto ricercato dai culturisti, soprattutto durante le competizioni.

Oltre al fattore cardiovascolare, l’arginina si è dimostrata molto efficace nella stimolazione del sistema immunitario. Gli atleti, a causa dell’intenso stress fisico a cui si sottopongono, sono molto esposti a lesioni muscolari ed infezioni alle vie respiratorie. Un’adeguata integrazione di arginina, in linea teorica, dovrebbe garantire un adeguato sostegno alle difese immunitarie.

Inoltre vanno considerati gli effetti dell’arginina sulla crescita muscolare. È uno dei 20 amminoacidi ordinari e come tale partecipa alla sintesi proteica, ma non è questo l’aspetto rilevante, in quanto è risaputo che la sintesi delle proteine ha bisogno di tutti gli amminoacidi ordinari, quindi assumere solo arginina non avrebbe alcun vantaggio in tal senso. Tuttavia, l’arginina è il più potente amminoacido insulinogenico, ossia l’amminoacido che stimola maggiormente la secrezione d’insulina da parte del pancreas.

L’insulina è un ormone che ha un ruolo fondamentale nel metabolismo corporeo. È il principale trasportatore di glucosio all’interno delle cellule, inoltre ha una potente azione anabolizzante, aumentando l’assorbimento di amminoacidi, stimolando la sintesi proteica, opponendosi al catabolismo muscolare e migliorando il recupero dopo l’allenamento.

Si potrebbe obiettare che lo stesso effetto è raggiungile assumendo carboidrati ad alto indice glicemico, ma consideriamo che i culturisti, soprattutto nella fase di definizione, sono molto attenti nel limitare l’assunzione di carboidrati.

Uno studio scientifico del 2010, ha preso in considerazione gli effetti di arginina e ornitina, sulla sintesi dell’ormone della crescita nel bodybuilding. Alcuni soggetti sono stati divisi in due gruppi: al primo è stato somministrato un integratore a base di arginina e ornitina, mentre agli altri è stato fornito un placebo. Dopo il protocollo sono state eseguite le analisi sui partecipanti, dopo 2 minuti dall’allenamento e dopo un’ora di recupero. In entrambi i periodi di osservazione, gli ormoni GH e IGF-1 erano molto più elevati nel gruppo al quale era stato somministrato l’integratore 1.

A proposito del recupero muscolare, l’arginina contribuisce notevolmente a ridurne i tempi, perché contrasta gli accumuli di acido lattico che si riversa nei muscoli, a seguito degli allenamenti.

Ora che abbiamo visto i vantaggi che possono comportare gli integratori di arginina, andiamo a vedere quali sono le principali formulazioni sul mercato e valutiamone le differenze.

Oltre alla formulazione base, contenente arginina pura, l’industria della nutraceutica ha studiato diversi composti per aumentare la biodisponibilità di questo amminoacido. Arginina in polvere, in compresse, combinata con altri elementi, bioarginina, una serie molto ampia di scelta, che nella maggior parte dei casi tende a confondere l’atleta.

Arginina alfa-chetoglutarato

Una delle formulazioni più comuni è la cosiddetta AAKG, acronimo di arginina alfachetoglutarato. Il composto si ottiene combinando due molecole di arginina con una di alfa-chetoglutarato.

Quest’ultimo è un chetoacido, molto importante per il metabolismo, facendo parte del ciclo di Krebs, l’anello di congiunzione tra catabolismo e formazione di energia chimica.

Inoltre rientra anche nel processo della gluconeogenesi, attraverso il quale viene prodotto glucosio a partire da fonti non glucidiche.

Il composto arginina alfa-chetoglutarato garantisce una migliore stabilità a livello gastrico e un maggiore assorbimento da parte dell’organismo, in parole povere una quantità maggiore di arginina riesce a raggiungere il torrente ematico.

Estere etilico di arginina

L’obiettivo di ogni integratore è quello di assicurare la maggiore biodisponibilità dell’organismo per il principio attivo. In tal senso, una delle risposte migliori è la cosiddetta arginina etil estere. Si tratta di un composto ottenuto attraverso l’esterificazione di arginina con alcol etilico.

Il composto riesce ad attraversare indenne il sistema digerente, dopo di che viene scisso in arginina ed etanolo. Il vantaggio di questa formulazione, oltre ad un maggiore assortimento, consiste in dosaggi inferiori e di conseguenza, l’eliminazione di possibili fastidi gastrointestinali.

Arginina malato

L’integratore è composto da due molecole di arginina unite ad una molecola di acido malico. L’acido malico è largamente utilizzato nella produzione d’integratori, perché aumenta la biodisponibilità della molecola alla quale si accompagna e inoltre svolge un ruolo considerevole nella produzione di ATP (adenosina trifosfato), il composto responsabile della maggior parte delle reazioni metaboliche all’interno dell’organismo.

Inoltre, a differenza della normale arginina, questa formulazione è altamente idrosolubile e si evita che una volta messa la polvere nel contenitore, si formino dei grumi che possono provocare dei problemi a livello gastrointestinale, nonché un ridotto assorbimento dell’integratore stesso.

Arginina aspartato

L’arginina aspartato è un dipeptide, composto da arginina e acido aspartico. Quest’ultimo appartiene alla categoria degli amminoacidi non essenziali ed è un precursore dell’arginina stessa.

La formula è stata ideata per garantire, almeno in teoria, una produzione di ossido nitrico maggiore, in quanto, una volta esaurita la componente di arginina, entra in gioco l’aspartato che viene convertito in ulteriore arginina e il ciclo del monossido di azoto può continuare.

Arginina piroglutammato

Quest’ultima formula che andiamo ad analizzare è stata molto pubblicizzata dall’industria degli integratore alimentare, basandosi su una ricerca del 1981. Secondo questo studio, l’assunzione di arginina e acido piroglutammico, un derivato del glutammato, sarebbe in grado di superare la barriera ematoencefalica, andando poi a stimolare la ghiandola pituitaria e favorendo il rilascio dell’ormone della crescita 2.

Riferimenti esterni

  1. Arginine and ornithine supplementation increases GH and IGF-1 serum levels after heavy-resistance exercise in strength-trained athletes
  2. A study of growth hormone release in man after oral administration of amino acids