Intolleranza al lattosio

intolleranza al lattosio

Il lattosio è lo zucchero principale contenuto nel latte e può essere assimilato dal nostro organismo perché alcuni enzimi chiamati lattasi lo scindono in zuccheri semplici che vengono poi assorbiti dal nostro apparato digerente. Quando l’organismo di un individuo è carente di lattasi, la digestione del latte diventa difficoltosa e genera malessere: la cosiddetta intolleranza al lattosio.

Si tratta di un problema molto diffuso a livello mondiale (si va dal 5% degli individui colpiti nel Nord-Europa, al 22% negli Stati Uniti), che colpisce indistintamente uomini e donne, in genere non prima dei 6 anni di vita.

I sintomi più comunemente diffusi associati a questa intolleranza si manifestano a livello gastrointestinale: dolore e crampi addominali, gonfiore e tensione intestinale, meteorismo, flatulenze, diarrea, che compare a poche ore di distanza dall’ingestione di alimenti contenenti lattosio.

Questi sintomi, specialmente nei bambini, possono essere confusi con l’intolleranza alle proteine del latte e al glutine, disturbi che possono mimare quelli dell’intolleranza al lattosio e che possono essere diagnosticati con precisi test. I sintomi avvertiti variano d’intensità anche a seconda dei cibi con cui il lattosio viene assunto, perché se associato a carboidrati semplici (facilmente digeribili dall’organismo), il transito in un intestino carente di lattasi avviene rapidamente. Se invece viene assunto assieme a sostanze più grasse, i sintomi potranno essere più blandi o manifestarsi con più ritardo.

Non molto tempo dopo l’ingestione di cibi contenenti lattosio da parte di un soggetto intollerante, si manifesta l’urgenza di defecare, e le feci sono acquose, acide e accompagnate spesso da un eccesso di gas.

L’attività lattasica si sviluppa già nel feto, a partire dal terzo trimestre, e raggiunge il culmine in coincidenza con il termine della gravidanza. Successivamente, essa è geneticamente programmata per diminuire a partire dai 2 anni di vita. I sintomi dell’intolleranza al lattosio in genere non divengono clinicamente apparenti fino all’età di 6-7 anni, ma possono non essere evidenti addirittura fino all’età adulta.

Visto che i sintomi dell’intolleranza al lattosio possono essere facilmente confusi con quelli di altre patologie, sono necessari specifici esami di laboratorio. In particolare, un’analisi delle feci mostrerà un aumento del livello di acidità (pH inferiore a 5.5) e la presenza di sostanze riducenti, che indicano che i carboidrati non sono stati assorbiti.

Fra i test diagnostici non invasivi, particolare importanza assume il Breath Test all’Idrogeno 1. Il meccanismo su cui si basa il “test del respiro” è semplice: in un organismo intollerante al lattosio, il suo malassorbimento fa fermentare lo zucchero da parte della flora batterica intestinale e viene prodotto dell’idrogeno. Quest’ultimo viene prima assorbito nel sangue e poi eliminato dai polmoni. L’intolleranza al lattosio è, quindi, dimostrabile dall’aumento della quantità di idrogeno esalato dopo un carico orale di 20 g di lattosio. Tale test rappresenta attualmente il test di prima scelta nella diagnosi di intolleranza al lattosio.

La terapia si basa sostanzialmente sulla riduzione del lattosio nell’alimentazione. La quantità di lattosio tollerata dai vari soggetti è variabile, perciò bisogna eliminare gradualmente gli alimenti iniziando da quelli a più alto contenuto in lattosio (latte, yogurt, formaggi freschi) in modo da valutare la soglia di tolleranza del paziente.

In alternativa, si trovano in commercio delle compresse di lattasi che vanno assunte ogni volta che si devono poi ingerire latte e latticini, e che permettono di digerire specifiche quantità di lattosio. Costituisce, comunque, un disturbo abbastanza diffuso, tanto che alimenti per i soggetti intolleranti al lattosio sono facilmente reperibili.

È importante notare che se un soggetto deve rinunciare, grosso modo, al latte e ai suoi derivati, starà rinunciando anche agli alimenti che forniscono generalmente le maggiori quantità di calcio. Perciò, specialmente per i bambini, in alcuni casi si dovrà provvedere ad assumere integratori di calcio e, naturalmente, leggere attentamente le etichette perché il lattosio si trova in piccole quantità anche in prodotti dolciari e nei salumi.