Meteorismo – Cause di aerofagia e flatulenza

meteorismo

Il meteorismo è uno dei disturbi intestinali più comuni e consiste nella presenza eccessiva di aria, nella eccessiva produzione di gas, o nell’intestino vero e proprio, oppure nello stomaco.

Avere del gas nell’addome è assolutamente normale. Si stima che un adulto produca 100-200 ml di gas e lo elimini, nell’arco della giornata, per almeno 14 volte. La produzione di gas viene regolata dal transito intestinale e quello in eccesso viene espulso. Il gas può essere prodotto sia dalla fermentazione dei batteri che operano nell’intestino, oppure può essere ingurgitato durante la deglutizione, ad esempio, in seguito ad una masticazione approssimativa.

Nel caso in cui venga ingerita troppa aria attraverso la deglutizione, si parla di aerofagia, un disturbo dell’apparato digerente che porta ad ingoiare una quantità eccessiva di aria, che poi si riversa nello stomaco. In questo caso, si possono adottare delle buone abitudini per ridurre questo problema:

  • evitare di mangiare e bere rapidamente
  • ridurre il consumo di gomme da masticare
  • fumare meno

Il gas che, quindi, si trova in quantità eccessiva nello stomaco viene espulso eruttando, ma una parte di esso entra nell’intestino. Peraltro, anche lo stomaco produce gas: quando l’acido prodotto si mescola con il bicarbonato nei succhi digestivi, viene rilasciato del biossido di carbonio.

Il gas generalmente prodotto nell’apparato digerente è composto da vapori inodori di idrogeno, biossido di carbonio, azoto, ossigeno e, a volte, metano. Il cattivo odore è dovuto esclusivamente al fatto che questo gas transita attraverso l’intestino, dove i batteri producono piccole quantità di gas contenenti zolfo.

I fattori che possono incidere su una eccessiva produzione di gas sono: l’ingestione di una grande quantità di fibre alimentari (soprattutto la pectina), di carboidrati, e un transito intestinale lento. A provocare gas sono anche alcuni zuccheri, come il fruttosio, il sorbitolo, il lattosio e il raffinosio.

Quest’ultimo è contenuto in grandi quantità nei fagioli, nei cavoli, negli asparagi e in altre verdure e cereali integrali. Il lattosio, invece, non è contenuto solo nel latte, ma anche nei suoi derivati, e bisogna quindi valutare, in questo caso, se il disturbo intestinale associato all’ingestione di lattosio dipenda da un’intolleranza a questo componente.

Il fruttosio si trova, ad esempio, nei carciofi, nelle cipolle, nel frumento e nelle pere, oltre che nei succhi di frutta. In genere, poi, tutti gli alimenti che contengono amido contribuiscono alla produzione di gas; ci riferiamo alle patate e alla pasta. L’unico alimento ricco di amido che non produce gas è il riso. In conclusione, per quanto riguarda le fibre, quelle che generano la produzione maggiore di gas sono quelle solubili, che si combinano con l’acqua e producono una sostanza gelatinosa.

Il gas nell’intestino diventa un problema quando la peristalsi messa in moto dall’intestino di un paziente non è in grado di evacuare la parte di gas che non è stata riassorbita durante il transito. In questo modo si generano delle sacche gassose. Ma il meteorismo può anche dipendere da un cattivo funzionamento dell’ano, perché il gas viene rilasciato solo se avviene una coordinazione tra i muscoli addominali, che si contraggono, ed il rilasciamento dell’ano e dello sfintere. I sintomi più comuni del meteorismo sono:

  • gonfiore e dolore addominale
  • flatulenza
  • eruttazione

Tuttavia, questi sintomi non si presentano sempre tutti insieme e bisogna inoltre ricordare che ciascuno tollera una quantità diversa di gas nella propria pancia, quindi a parità di quantità, un soggetto può sentirsi gonfio e un altro no. Il meteorismo può essere anche la conseguenza di qualsiasi malattia dell’intestino che possa provocare infiammazione e ostruzione intestinale, ad esempio il morbo di Crohn, o il cancro del colon.

Siccome i sintomi possono essere confusi con quelle di altre malattie, il medico in genere comincia dall’analisi dell’alimentazione del paziente. Gli può chiedere di tenere un diario di ciò che mangia per vedere se è possibile associare il disturbo all’ingestione di qualche cibo particolare. In molti casi, se il disturbo è transitorio, si consiglia l’assunzione di compresse di carbone vegetale, che contiene anche altre sostanze vegetali, come la camomilla, l’angelica e la menta, che hanno delle proprietà antispasmodiche e calmanti.