Sintomi e cause della diarrea

diarrea

La diarrea è uno dei disturbi più comuni e frequenti che si verificano a danno dell’intestino umano e animale. Il sintomo principale e caratteristico è un notevole aumento dell’emissione di feci, generalmente almeno 200 grammi in più, molto meno consistenti del normale. A questo si aggiungono crampi addominali e nei casi più gravi, vomito, febbre e addirittura dimagrimento.

Ci sono varie tipologie di diarrea, che si classificano in base alle cause che l’hanno scatenata e ai sintomi con cui si manifesta.

La diarrea cronica è una delle forme di dissenteria che può colpire l’uomo. In particolare, si può parlare di diarrea cronica quando costituisce un disturbo persistente, per tempi superiori alle 2-3 settimane. Le scariche avvengono per più di tre volte al giorno, con feci sfatte o addirittura acquose, spesso associate a dolori spasmodici a livello dell’intestino. La durata prolungata del disturbo fa sì che sia un tipo di diarrea che più delle altre può causare una forte disidratazione e quindi una seria debilitazione del soggetto che ne è colpito.

La diarrea cronica si manifesta soprattutto nei bambini di età compresa fra i 6 mesi e i 3 anni, e rappresenta infatti la causa più frequente di consultazione del pediatra. In questi casi generalmente il bambino, a parte il disturbo diarroico, sta bene. Continua a mangiare e cresce regolarmente, ma è necessario fare un’attenta analisi per escludere la presenza di altre patologie che si manifestano con lo stesso sintomo: deficit transitorio di lattasi, allergia alle proteine (di solito quelle del latte), la sindrome da malassorbimento, le infezioni enteriche (soprattutto da Giardia).

Le cause che più spesso la determinano sono la sindrome del colon irritabile, la celiachia e l’intolleranza al lattosio. A causa di queste disfunzioni l’intestino crasso e l’intestino tenue non assorbano in maniera sufficiente l’acqua e le sostanze nutritive, che rimangono all’interno dell’intestino stesso, oppure inducono quest’ultimo a produrre liquidi in eccesso. Altre volte, all’origine della diarrea cronica ci può essere un eccesso di acido gastrico, oppure disturbi di peristalsi intestinale. Nel primo caso, a regolare la secrezione di acido gastrico ci pensa il nervo vago, ma la sua attività può essere compromessa se, ad esempio, un disallineamento dell’Atlante lo comprime facendolo irritare di continuo 1.

Nel caso di una peristalsi incontrollata, invece, le feci transitano troppo velocemente nell’apparato digerente. La diarrea cronica, inoltre, può essere il segnale di una patologia nascosta e più grave, come il tumore del colon-retto o il morbo di Crohn, perciò è un tipo di disturbo sul quale il medico curante deve effettuare un’analisi molto accurata.

Un’altra causa che spesso viene sottostimata ma che, ultimamente sta suscitando una maggiore attenzione e indagine speculativa è la cosiddetta “sovracrescita batterica del piccolo intestino” (SIBO) 2, che causa la sindrome da contaminazione batterica del piccolo intestino (SIBCS).

È un male insidioso che non è dovuto ad un batterio specifico, ma ad una generale proliferazione di batteri nel lume del piccolo intestino, a causa di un disordine dell’equilibrio dell’ecosistema intestinale. Le condizioni che favoriscono l’insorgere di questa sindrome sono l’età avanzata, difetti anatomici o motori, immunodeficienze e malnutrizione. Ma anche in questo caso, a favorire questo male ci si mette la sindrome del colon irritabile.

In situazioni di questo tipo si è osservato che il trattamento antibiotico per risolvere la SIBO ha alleviato anche i sintomi della sindrome dell’intestino irritabile. Il trattamento antibiotico che viene prescritto ha una durata compresa fra i 7 e i 10 giorni e di norma viene seguito da un Breath test all’idrogeno per verificare l’avvenuta decontaminazione.

Il trattamento della diarrea cronica, in generale, prevede soprattutto l’assunzione di molta acqua e l’eliminazione delle altre bevande, soprattutto i succhi di frutta. Per quanto concerne l’ingestione di cibi solidi, invece, viene aumentato il contenuto di grassi e fibre attraverso il consumo di frutta fresca e alimenti contenenti crusca, cereali, latte intero, a meno che la causa non sia proprio l’intolleranza al lattosio.

Altre forme di diarrea

La diarrea acuta è causata, nella maggior parte dei casi, dall’azione di agenti infettivi, come lo Staphylococcus aureus, la salmonella e l’Adenovirus, ma fra le sue cause si possono annoverare anche le allergie e le intolleranze alimentari. A seconda del batterio che la genera, può presentarsi solo acquosa oppure, in alcuni casi, sanguinolenta. Questa è la forma di diarrea che affligge i Paesi più poveri, dove le condizioni igienico-sanitarie sono a dir poco precarie, e dove una percentuale altissima di bambini non arriva a compiere il quinto anno di età.

La diarrea secretoria provoca una perdita di liquidi davvero notevole. Si scatena quando si mette in moto un processo attraverso il quale le cellule dell’epitelio intestinale diventano troppo permeabili nei confronti del cloro e del potassio. Di conseguenza, si verifica un secrezione eccessiva di cloro, ma anche di bicarbonato. Questo tipo di meccanismo spiega per quale motivo, se il paziente si mette a digiuno, continueranno a manifestarsi i sintomi.

La diarrea osmotica si verifica in una particolare situazione, cioè quando, a causa di un cattivo assorbimento di carboidrati, oppure di un deficit di lattasi, cambia l’osmolarità del “lume intestinale”, cioè la sua capacità di richiamare acqua. In particolare avviene una diminuzione dell’osmolarità plasmatica, perciò il plasma riuscirà a stento a trattenere i liquidi, che si riverseranno in circolo. Si verifica, infine, un aumento dei cosiddetti “acidi grassi a catena corta” e dell’acido lattico nelle feci ed il test del digiuno risulterà positivo.

Diarrea infiammatoria: è un tipo di diarrea “misto”, perché presenta caratteristiche che sono comuni sia alla diarrea osmotica, sia a quella secretoria. È causata da un’infiammazione della mucosa intestinale. Le cellule staminali dell’intestino cominciano a moltiplicarsi, a differenziarsi e vanno a sostituire quelle perdute ma, a differenza di queste ultime, sono più carenti di alcuni enzimi. Si crea perciò un tessuto che assorbe poco e che secerne molto e, qualora non si intervenga tempestivamente, si possono formare ulcere e può riversarsi nell’intestino un essudato contenente proteine e sangue.

Diarrea da alterata motilità intestinale: scatenata generalmente dalla sindrome del colon irritabile, presenta un aumento dell’attività propulsiva dell’intestino, perciò il transito delle sostanze nutritive diventa troppo veloce. Può anche essere provocata, però, da ostruzioni di varia natura, ad esempio se è presente un tumore, e anche da alcune patologie neurologiche. Può portare alla presenza di muco nelle feci e si può alternare alla stipsi.

Chiaramente, la terapia verrà scelta in base alle cause del disturbo. Principalmente bisognerà provvedere al reintegro dei liquidi e delle sostanze minerali, perciò si procede alla somministrazione di antidiarroici, probiotici ed integratori, tisane e brodi vegetali e animali. Nel caso in cui la presenza di batteri specifici lo richieda, vengono prescritti antibiotici.